Efficienza energetica nella SEN, le proposte di AssoEsco

“Dalla rivista Quale Energia.it, 26 Settembre 2017″

L’incertezza normativa e una strategia dal respiro corto rischiano di compromettere i business plan con cui vengono realizzati gli interventi di efficientamento energetico, con danni di credibilità sia nei confronti dei clienti che delle istituzioni finanziarie. Le proposte di AssoEsco per la SEN.
Nel mercato dell’energia la principale criticità è data dall’incertezza del quadro normativo, che riguarda l’applicazione degli incentivi del settore energetico, la regolamentazione sull’autoproduzione di energia e che regola le partite economiche delle voci energetiche che tutti i giorni le ESCo devono gestire nell’ambito delle proprie attività, che influenzano anche i clienti finali, siano essi PA, privati o aziende.

Questo rischia di compromettere seriamente i business plan con cui vengono realizzati gli interventi, con grosso danno di credibilità sia nei confronti dei clienti che delle istituzioni finanziarie.

Questa la sintesi del parere espresso da AssoEsco (allegato in basso) sulla SEN, la cui consultazione si è conclusa lo scorso 12 settembre.

L’Associazione Italiana delle Energy Service Company, che dopo la conferma di Roberto Olivieri alla presidenza ha nominato anche il nuovo direttivo, ha riassunto in una nota stampa le proposte inviate per la Strategia, tra le quali:
Mettere l’efficienza energetica al primo posto – “Energy Effciency First” – come richiesto dalla UE col Winter Package e non come seconda priorità d’azione dopo lo sviluppo delle rinnovabili.
Rafforzamento di un modello energetico incentrato su un processo di decarbonizzazione dell’economia e guidando il Paese verso la vera Energia Pulita, che è quella non consumata.
Sostegno e sviluppo della cultura dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, attraverso l’avvio di campagne massive di sensibilizzazione, informazione e formazione dei cittadini, delle aziende e della Pubblica Amministrazione attraverso le associazioni di settore degli Stakeholder.
Il quadro normativo deve essere stabile, coerente e completo, per evitare falle attuative e criticità.
Per il pieno sviluppo degli interventi di efficienza energetica nel settore terziario/residenziale/civile bisogna prevedere:
ottimizzazione del meccanismo delle detrazioni fiscali per la riqualificazione e il recupero edilizio, con obligatorietà della attestazione effettiva del risparmio da parte di una ESCO o di un EGE certificato;
estensione della portabilità del titolo di credito di imposta per tutti gli interventi di efficientamento energetico;
introduzione di sistemi di garanzia per il credito dei privati, prevedendo l’accesso facilitato alle risorse disponibili stanziate dal Fondo europeo per gli investimenti strategici e fondi strutturali al fine di evitare che, il mancato accesso al credito di pochi condomini, pregiudichi la realizzazione della ristrutturazione efficiente nel condominio;
promozione di una strategia di ristrutturazione a lungo termine del parco immobiliare nazionale (condomini, terziario ed edifici pubblici), in linea con quanto previsto dalla Direttiva 2010/31/UE, attraverso la promozione degli Energy Performance Contract (EPC) che consentano di avviare interventi di efficientamento energetico anche senza investimenti diretti da parte dei cittadini e con la garanzia di risparmio;
prevedere un sistema di penalizzazione per gli edifici non efficienti, con l’introduzione di un obbligo minimo di efficienza per gli edifici, con il divieto alla vendita o all’affitto in caso di mancato adeguamento, come ad oggi già implementato in UK e un rafforzamento dei controlli e delle norme relative alle emissioni inquinanti degli edifici;
sviluppo delle attestazioni dei risparmi e audit energetici attraverso ESCo o EGE certificati, quale strumento fondamentale per la diffusione dell’efficienza energetica.
Per ciò che concerne lo sviluppo del teleriscaldamento, di cui risulta un ampio potenziale di incremento, si ritiene necessario precisare all’interno del Testo che:
a) per favorire la nuova costruzione e l’ampliamento delle infrastrutture per la distribuzione del calore in ambito urbano, siano favoriti i poli di produzione del calore anche industriali, ove prossimi ai siti di consumo o alle dorsali esistenti;
b) per consentire la pianificazione di investimenti nel TLR e la redazione dei relativi business plan, siano definite le misure di accesso ai TEE (D.M. 11 01 2017) attuando integralmente le nuove Linee Guida e identificando gli algoritmi necessari;
c) come fattore abilitante per lo sfruttamento del potenziale, siano favoriti gli investimenti privati a supporto dello sviluppo del settore.
Assoesco non concorda con la proposta contenuta nel documento di consultazione volta all’introduzione del regime obbligatorio di risparmio in capo ai venditori di energia, in quanto l’incertezza di valutazione di tale costo si ripercuoterebbe sul costo dell’energia ai consumatori finali con ulteriori aggravi in bolletta (come successe per i Certificati Verdi). Assoesco intende avanzare quindi la proposta di introdurre il regime obbligatorio di risparmio direttamente in capo al cliente finale obbligato alla redazione delle relazioni di diagnosi (Grande Impresa ed Energivoro), con possibilità di cedere/trasferire l’obbligo in capo a soggetti terzi (ESCo certificate): tale previsione responsabilizzerebbe maggiormente il cliente finale nei suoi consumi e sul suo risparmio.

Riportiamo di seguito il documento completo con le proposte dell’associazione inviato ai ministeri competenti:
http://www.assoesco.org/wp-content/uploads/2017/09/AssoESCo_SEN2017.pdf